Molti clienti che hanno in corso una cessione del quinto si trovano in una situazione di necessità economica e vorrebbero rinnovarla il prima possibile per ottenere nuova liquidità.
Tuttavia, esistono delle regole ben precise che stabiliscono quando si può realmente rinnovare la cessione del quinto. Nonostante ciò, alcune finanziarie propongono il rinnovo con mesi di anticipo, spesso con strategie discutibili che potrebbero non essere vantaggiose per il cliente.
In questo articolo vediamo:
✅ Quando è possibile iniziare a preparare il rinnovo della cessione senza rischi.
✅ Le pratiche scorrette più diffuse nel mercato e perché possono essere pericolose.
✅ Perché alcune finanziarie propongono il rinnovo con sei mesi di anticipo e cosa comporta per il cliente.
✅ Qual è il periodo ottimale per iniziare a raccogliere la documentazione in vista del rinnovo.
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Il Rinnovo della Cessione: Cosa Dice la Normativa?
Il DPR 180/1950 stabilisce che la cessione del quinto può essere rinnovata solo dopo che sia trascorso il 40% del piano di ammortamento.
📌 Esempio pratico:
- Se hai una cessione di 120 mesi, l'erogazione del nuovo finanziamento potrà avvenire solo dopo 48 mesi, ovvero dal primo giorno della 49ª rata.
- Se hai una cessione di 60 mesi, l'erogazione sarà possibile solo dopo 24 mesi, ovvero dal primo giorno della 25ª rata.
- Alcune cessioni di durata inferiore possono essere rinnovate prima del 40%, ma solo se il nuovo prestito ha durata 120 mesi e solo in determinate condizioni.
La normativa è chiara e rigida e negli ultimi anni i controlli da parte di Banca d’Italia si sono inaspriti, portando gli istituti finanziari a dover seguire con più attenzione le regole sul rinnovo.
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La Pratica Scorretta del Rinnovo con 6 Mesi di Anticipo
Alcuni operatori finanziari anticipano la firma del rinnovo anche sei mesi prima che il 40% del piano di ammortamento sia trascorso, attirando il cliente con promesse di liquidità immediata o vincolandolo con acconti.
🔹 Come funziona questa pratica?
1️⃣ La finanziaria contatta il cliente e propone di firmare subito il contratto di rinnovo, anche se mancano ancora 6 mesi al 40%.
2️⃣ In alcuni casi, viene offerto un acconto immediato, spesso con un contratto separato dalla cessione del quinto.
3️⃣ Il cliente firma il nuovo contratto con largo anticipo, ma riceverà l’intero importo solo dopo il 40% del piano di ammortamento.
🔹 Perché questa pratica è scorretta?
✔ È un modo per aggirare la normativa, vincolando il cliente molto prima del tempo.
✔ Non è vantaggiosa per il cliente, perché in quei 6 mesi i tassi potrebbero scendere e lui sarebbe legato a condizioni peggiori.
✔ Se i tassi invece aumentano, la finanziaria potrebbe trovarsi a non poter mantenere le condizioni promesse, dovendo contattare nuovamente il cliente per far firmare un nuovo contratto con condizioni meno vantaggiose.
📌 Cosa significa questo per il cliente?
✔ Perdita di tempo, perché dovrà rifirmare un nuovo contratto e ripetere la procedura.
✔ Possibile riduzione della liquidità attesa, perché l'importo finanziato potrebbe risultare inferiore a quello inizialmente previsto.
✔ Rischio di condizioni meno favorevoli, con tassi più alti o rate diverse rispetto a quanto concordato inizialmente.
✔ Se varia qualcosa nel merito creditizio del cliente, nella sua busta paga o nel cedolino pensionistico, la proposta di rinnovo potrebbe non essere più fattibile.
✔ Questa pratica danneggia anche gli operatori finanziari onesti, perché crea una concorrenza sleale e porta vantaggi solo a chi la propone, lasciando il cliente in una posizione di svantaggio.
Quando è davvero il momento giusto per iniziare il rinnovo?
💡 Il rinnovo può essere avviato anche un mese prima della scadenza del 40%, perché è un tempo sufficiente per completare tutte le pratiche. Tuttavia, solitamente si inizia circa 3 mesi prima per due motivi principali:
✔ Proteggere i clienti dalle continue proposte pressanti e ingannevoli di alcuni operatori, che cercano di far firmare contratti prematuri con mesi di anticipo, spesso senza garantire le migliori condizioni di mercato.
✔ Lasciare al cliente tutto il tempo per raccogliere la documentazione, evitando pressioni e accelerando la pratica quando sarà il momento giusto.
📌 La normativa stabilisce regole precise su quando è possibile firmare il nuovo contratto e quando può avvenire l’erogazione del finanziamento.
✔ La firma del nuovo contratto può avvenire quando sono trascorsi 48 mesi dalla data di stipula del contratto precedente (per una cessione decennale).
✔ L’erogazione del nuovo finanziamento potrà avvenire solo quando saranno trascorsi 48 mesi dalla prima rata pagata.
📌 Esempio pratico per una cessione a 120 mesi:
- Data di stipula: 5 gennaio 2020 → Firma possibile dal 5 gennaio 2024.
- Prima rata pagata: 1° febbraio 2020 → Erogazione possibile dal 1° febbraio 2024.
👉 Anche se la firma può avvenire prima, l’erogazione sarà possibile solo dopo il 40% del piano di ammortamento, calcolato dalla prima rata pagata.
📌 Negli ultimi anni, molte amministrazioni pubbliche e private, così come l’INPS per i pensionati, hanno adottato un'applicazione più rigida della normativa sui rinnovi anticipati della cessione del quinto, in quanto anch'esse sono coinvolte nell'iter di questi finanziamenti.
✔ L’INPS ora rigetta i contratti notificati prima che il 40% sia trascorso, mentre in passato accettava anche pratiche avviate con anticipo.
✔ Alcune amministrazioni pubbliche e private non rilasciano più la certificazione di stipendio prima del 40% per contrastare i rinnovi effettuati con troppo anticipo. Tuttavia, non tutte seguono questa linea e in alcuni casi è ancora possibile ottenere la certificazione prima della scadenza del 40%, facilitando il processo.
📌 Un altro vantaggio di aspettare il momento giusto?
Essere più vicini alla data di erogazione permette di valutare le migliori condizioni di mercato reali, invece di basarsi su campagne promozionali temporanee che potrebbero non essere più valide dopo qualche mese.
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Conclusione
🔹 La normativa prevede che il rinnovo della cessione del quinto possa avvenire solo dopo il 40% del piano di ammortamento.
🔹 Alcuni operatori finanziari aggirano questa regola, facendo firmare il rinnovo con 6 mesi di anticipo e vincolando il cliente.
🔹 Questa pratica è rischiosa per il cliente, che potrebbe ritrovarsi con condizioni svantaggiose o, nel peggiore dei casi, nell'impossibilità di ottenere il rinnovo a causa di cambiamenti nella sua situazione economica, lavorativa o nei criteri adottati dalle finanziarie.
🔹 Il momento giusto per iniziare a preparare il rinnovo è circa 3 mesi prima della scadenza del 40%, senza forzature o rischi.
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